13 Agosto 2008

Col culo in terra


Dipendere dagli altri significa necessariamente ritrovarsi col culo per terra prima o poi.
Alcuni aspettano solo qualche giorno, altri qualche mesi, i più qualche anno.

Ci insegnano i valori della fedeltà, della solidarietà, della fratellanza, ma più cresco e più mi sembra che tutti questi concetti siano troppo stretti per la natura umana. Solo un modo per essere infelici. A vita. Imprigionati. A vita.

E sganciarsi diventa difficile quando hai inculcato nella testa che è così che si deve fare.

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Spazi. La gente ha bisogno di spazio, di affermare la propria indipenza in qualsiasi momento, di allontanersi quando le cose vanno troppo bene per ribadire il proprio IO. Paura? Forse. Ma sinceramente delle definizioni non me ne frega niente.

Don't come closer or I have to go

Tags: relazioni
 
30 Giugno 2008

Io odio Emilio Fede (e l'ODG)

“Ma perché lo guardi? Cambia canale!” oppure: “Tanto si sa che è così, prendilo come se fosse un talk show!!!”. Questo è quello che mi dice la gente quando parlo di EMILIO FEDE. Ma io  non ci riesco, io lo devo guardare, ne ho bisogno, ne ho bisogno per capire quanto in basso si possa arrivare, per capire che schifo è quell’ordine dei giornalisti che tappa le ali a me, giovane e ambiziosa con la voglia di un po’ di verità, e da spazio a lui. E non solo gli da spazio, lo mette anche a capo di un telegiornale – OVVERO DI UNA TRASMISSIONE DI INFORMAZIONE PER I CITTADINI - di una rete nazionale, gli conferma il tesserino per esercitare, per dire le sue nefandezze, per fare la sua oscena propaganda senza il minimo pudore.

 

Ok, calma.

 

Respirone.

 

Bellino che è, con quella faccina abbronzata, la sua giacchina firmata, la sua vocina pacata e quell’amabile gesticolare. Bellino che è mentre dice: “Un militare ha pensato di spararsi all’aeroporto proprio mentre il presidente francese stava per partire con il suo aereo. Per fortuna si sono accorti che non era un attentato e l’aereo è potuto partire in orario”. Oh, meno male che Sarkò non ha fatto tardi!! Ma quel poveraccio? Quel militare.. è vivo? È morto? Perché l’ha fatto? Cioè, la notizia è che Sarkò è partito in orario?

 

Respiro ancora...  Saranno logiche di selezione della notizia che ancora non conosco. Una laurea in media e giornalismo e 2 anni di schiavitù non possono mica avermi insegnato tutto.

 

E di nuovo: “Il governo precedente ha lasciato il paese nei guai… il presidente Berlusconi si trova in difficoltà nel risolvere l’enorme buco che ha lasciato il governo Prodi… L’Italia è in crisi per colpa del malgoverno della sinistra…”. Lo ripete in media 5-6 volte a notiziario. Cavolo, Prodi ha fatto tutto questo casino in 2 anni! Ed io che stupidamente pensavo che fosse il risultato di 60 anni di malgoverno di destra e di sinistra! Che ottusa che sono! È stato Prodi! Eppure mi sembra di ricordare che si stava male anche prima del suo arrivo, mi ricordo artigiani, elettricisti, idraulici del sud Toscana tutti falliti durante il precente governo Berlusconi… Sarà stato un incubo, un brutto sogno, boh.

 

 Penso.

 

Sono laureata in media e giornalismo e non ho un tesserino per far valere il mio lavoro perché l’ODG ha messo delle regole inutili che sono supportate anche dalle università. Stage (a gratis, nemmeno un rimborso spese) e 1.030 euro in 2 anni sono le uniche proposte di lavoro che arrivano dalle redazioni – un insulto per qualsiasi persona ma soprattutto per chi ha studiato anni a spese dei genitori e ha bisogno/desiderio di rendersi economicamente autonoma con quel pezzo di carta su cui ha investito per anni . E allora che si fa? Ci si fa schiavizzare nella speranza che. Che? …!

E poi c’è chi il tesserino invece ce l’ha e che non paga il treno e che ha l’ingresso gratis ovunque e che ha tutti i vantaggi del mondo, compreso quello di avere un tg su una rete nazionale (che nemmeno dovrebbe esistere) su cui poter calunniare e fare propaganda in nome della (sua) Verità.

Mi chiedo: io che vorrei fare questo lavoro, io che credevo (attualmente mi ritrovo leggermente in crisi…) che il giornalismo potesse essere veramente il quarto potere con cui far filare meglio le cose… non farei meglio ad andare ad insegnare in un paesino di montagna senza televisione né radio né giornali?

L’Italia mi sembra sempre più una nazione morta, una nazione dove la gente non sa che ostentare finta ricchezza e lamentarsi. Una nazione di poltroni dove nessuno ha voglia di alzare le chiappe per dire basta perchè sarebbe troppa fatica.

 
28 Aprile 2008

In Italia serve la destra. In Italia serve la Rivoluzione.

LUI: "L'Italia ha bisogno di una dittura, ha bisogno del fascismo. L'Italia ha bisogno di qualcuno che le faccia vedere le donnine nude alla tv, che le faccia credere di avere a soli a 100 euro il telefonino che ha anche il riccone, L'Italia ha bisogno di un po' di Cina. In parlamento ci vorrebbe una persona fissa con il mitra, una sorta di giustiziere che controlli quello che fanno i parlamentari. E come qualcuno fa una cazzata... BANG!... così tutti ci penserebbero due volte prima di rubare, così personaggi come Berlusconi non esisterebbero".

LEI: "Ma non credi che i ricchi furboni guiderebbero anche questo meccasimo con i loro soldi e il loro potere?"

LUI: "In Italia serve la rivoluzione"

LEI: "In Italia serve la rivoluzione"


DEVE ARRIVARE. TUTTI I POPOLI DI TUTTE LE EPOCHE SONO STATI CAPACI. NOI NO.
CHI INNEGGIA AL POTERE DEL '68, CHI INNEGGIA ALLA LIBERTA'... E' SOLO PARLARE. AGIAMO INVECE DI PARLARE.
LA RIVOLUZIONE DEVE ARRIVARE O AFFONDEREMO TUTTI ANCORA UNA VOLTA.


UN ALTRO MOTIVO DI RIVOLUZIONE:
DAL BLOG DI GRILLO

"Il V2-day è stato un successo perché quasi 500 piazze in Italia e all’estero hanno partecipato, perché sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perché 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day è stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell’informazione. Per il silenzio dell’informazione. Per la comicità dell’informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all’orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare.
L’informazione di regime è stata il miglior sponsor del V2-day. Imperdibili alcune mie inquadrature dal basso in modo da non far vedere la gente. E’ la stessa tecnica usata dal regime comunista polacco per la visita di Giovanni Paolo II nella sua prima visita in Polonia. C’erano milioni di persone, ma sembrava che parlasse al vuoto".

QUANTI LAUREATI IN SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE CI SONO IN ITALIA? QUANTI IN SCIENZE POLITICHE? I NUMERI DICONO "TANTI", I FATTI DICONO "NESSUNO". OGNI LAUREATO NELLE SUDDETTE MATERIE DOVREBBE AVERE UNA SPINTA IN PIU' PER DIRE BASTA, EPPURE IL SILENZIO REGNA SOVRANO. DEGNI ITALIANI, DEGNA VERGOGNA. TESTE BASSE E CERVELLI ATROFIZZATI.

"Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di 1630 miliardi di euro che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie".







 
11 Aprile 2008

Storia di uomo fuori di testa


Spero sinceramente che tutta Italia abbia guardato Matrix. Mai come stasera è stato evidente quanto Berlusconi sia fuori di testa. Il suo ego è talmente tronfio di sé stesso dal non rendersi conto che l’età – e con essa l’invecchiamento cellulare… - è arrivata anche per lui. Il suo dichiararsi giovane, il suo usare un linguaggio inappropriato alla realtà della sua persona, il suo cerone e quei finti capelli plasticosi non fanno che renderlo ridicolo. Un vecchio che non si accetta. Ecco quello che mi è apparso stasera guardando la televisione.

“Io sono giovane, se Veltroni vince gli mando un sms”.

Ridicolo. Tu non sei giovane e usare gli sms non ti toglie i tuoi anni. E non sei simpatico se parli così. Sei ridicolo – scusate le ripetizioni ma come mi ha insegnato un grande giornalista, le parole vanno usate per quello che valgono e per lui c’è solo questa parola: ridicolo. Quindi concedetemi la sgradevole ripetizione di questa significativa parola. Ridicolo.

Tralasciando i contenuti del suo riciclato discorso pieno di buoni propositi espliciti per la gente (irreali) e di buoni propositi impliciti per lui (reali), credo che siano stati altamente emblematici gli ultimi minuti del programma.

Il tempo del caro Silvio era terminato e Mentana si accingeva a spiegare agli elettori come votare. Ma il delirio di onnipotenza di Berlusconi è stato irrefrenabile, è entrato in scena e ha incominciato a farfugliare qualcosa sui voti fregandosene della par condicio, fregandosene della legge (strano…), mancando completamente di rispetto al povero Mentana, il quale, giustamente, ha chiuso la trasmissione in 10 secondi netti. E Berlusconi ancora lì a smanettare e vociare.  Grande Mentana. Povero Berlusconi, completamente partito di testa.

Ma c’è di peggio… c’è la gente che lo segue, gente che Mentana ha giustamente chiamato claque. L’applauso per loro è un riflesso incondizionato, così come il voto. Un vero e proprio popolo di gente a cui è stato lavato il cervello con l’ars retorica e discorsi ad hoc. Sono loro, i seguaci massificati, gli omuncoli privati di mente critica, il vero pericolo per l’Italia.

Guardiamo in faccia la realtà: Berlusconi è un prodotto mediatico, nato nei media e portato al successo dagli specialisti dei media. E come ogni prodotto ha la sua scadenza e lui ormai ha finito il periodo in cui poteva essere “consumabile”. Votarlo è tornare indietro, votarlo è essere ridicoli come lui.

E poi, se Silvio si comporta così a Matrix dove non è nessuno, figuriamoci quello che farebbe in qualità di premier al governo o al tavolo di grandi leader internazionali. Brivido.


Fai pace con te stesso Silvio, ti rimangono pochi anni, non è meglio passarli con chi ti vuole bene invece che da solo a combattere con sondaggi inesistenti e tribunali corrotti?

Ridicolo.

Brivido.

Ecco il video del suo delirio:

Usare la testa

"Appello elettorale. E' necessario battere col voto il così detto Polo delle Libertà. Destra e sinistra non c'entrano: è in gioco la democrazia. Berlusconi ha dichiarato di voler riformare la prima parte della Costituzione, che contiene i valori su cui si fonda la nostra società, e di volere altresì una legge che darebbe al Parlamento la facoltà di stabilire ogni anno la priorità dei reati da perseguire. Una tale legge subordinerebbe il potere giudiziario al potere politico, abbattendo così uno dei pilastri dello stato di diritto. Oltre a ciò Berlusconi, che è ancora indagato, in Italia e all'estero, per reati diversi, fra cui uno riguardante la mafia, insulta i giudici e cerca di delegittimarli in tutti i modi, un fatto che non ha riscontri al mondo. Ma siamo veramente un paese civile? Chi pensa ai propri affari economici e ai propri vantaggi fiscali governa malissimo: nei sette mesi del 1994 il governo Berlusconi dette una prova disastrosa. Gli innumerevoli conflitti di interesse creerebbero ostacoli tremendi a un suo governo sia in Italia, e ancora di più, in Europa. Le grandiose opere pubbliche promesse dal Polo dovrebbero essere finanziate almeno in parte col debito pubblico, ciò che ci condurrebbe fuori dall'Europa. A coloro che, delusi dal centrosinistra, pensano di non andare a votare, diciamo: chi si astiene vota Berlusconi. Una vittoria del Polo minerebbe le basi stesse della democrazia" (Norberto Bobbio, Alessandro Galante Garrone, Alessandro Pizzorusso, Paolo Sylos Labini, marzo 2001)

"L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che io ho mai visto. E dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (...) Non sono spaventato: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere. (...) È strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile" (Indro Montanelli, intervista a Repubblica, 26 marzo 2001).

 
13 Marzo 2008

Parlami della Solitudine


Via dei Calzaiuoli, Piazza Signoria, Piazza della Repubblica. Tanta gente che travolge, urta, sorride, che passa oltre. Guardo quest’ondata di umanità e mi eccita pensare a quante storie ci sono da scoprire, quante trame da strigare, quante vite da incontrare. Eppure, nonostante tutta questa vita, mi sento terribilmente lontana. Fuori. Sola. Torno a casa, mi faccio un thè caldo con tanto zucchero, mi accendo la stufina e ci sfrego sopra le mani. La tv oggi no, meglio un po’ di musica, di quella un po’ bohemien come piace a me. Passo in rassegna i miei totem, le poesie di Rimbaud, i versi di Baudelaire, i quadri di Munch, l’anima di Schiele. Sola, eppure infinitamente piena, infinitamente in compagnia solo di me stessa.

Ricordo una serata, ero proprio qua, nel mio regno di carta e inchiostro, quello che adesso mi rifocilla e mi protegge dal freddo che invade Firenze. Quella sera avevo la mia musica, avevo i miei libri, avevo il mio tempo. Ma non avevo me. “Me” era fuori ad ascoltare i discorsi in un pub, era in una via di un’altra città a commentare chi passava. Avevo un amico che mi ascoltava, una persona cara che mi diceva cose tenere, ma le parole non ti riempiono quel vuoto se l’anima urla un solo nome.

Ed ecco che riaffiora un posto nuovo, piccole case tutte in salita, strade ripide ed una bella chiesa. Tanta gente tutta nuova, non conosco nessuno o quasi, ma nell’aria c’è la festa e anche io voglio festeggiare. Scorrono risate, scorrono parole, si riempiono bicchieri e si fanno i cin cin più improbabili. Sfioro uno sguardo ed è subito chiaro che non sono un’estranea, è subito chiaro che qui, in questo paesino sconosciuto, non sono sola.

Un altro edificio, questa volta imponente e color mattone. Ho 20 anni e la voglia dare il meglio.  C’è tanta gente della mia età ma nessuno mi guarda. Entro nella stanza, enorme, tutta in legno con una cattedra gigantesca. Mi siedo, saremo stati trecento. Accanto a me c’è una ragazza, spero di poterle parlare, di dirle che esisto. Ma non si può, sta tutto il tempo girata dall’altra parte. Mi piego sul foglio e inizio a scrivere: “Benvenuta a Novoli, passerai qui i prossimi tre anni”.

Ho 23 anni e sono ancora qui, nell’edificio color mattone che ormai non mi sembra più così spaventoso. Ho una corona di alloro in testa e mia sorella che mi fa le foto. Mi guardo attorno: c’è mia madre che mi guarda come se fossi Einstein, mio padre con gli occhi rossi ed i miei amici. Uno è venuto da Livorno col treno delle 6, un altro da Orbetello dopo 12 ore di lavoro, accanto alla porta invece due eterni nemici che si sopportano per me. E’ stato più bello questo che quel foglio bollato che oggi, 14 febbraio 2008, mi sono finalmente conquistata. Oggi non sono sola, oggi ho tutti voi.

È il 12 marzo 2008, un ragazzo mi chiede che cos’è per me la solitudine. Mi vengono in mentre miliardi di cose, miliardi di inizi e miliardi di finali per dire tutto quello che vorrei dire. Ma poi penso che in fondo non servono tante parole, ne bastano poche che credo dovrebbero essere più o meno così:

Caro ‘amico’, mi chiedi che cos’è la solitudine, mi chiedi di raccontarti cos’è per me. Beh, sai che io non sono la donna delle risposte ma credo di poterti dire che la solitudine è un qualcosa che nasce dentro di te, che poco ha a che vedere con dove sei o con chi sei. Si può essere soli ovunque, anche nella folla, si può essere soli perfino tra le braccia di chi ti ama. Spesso accade perché si regala un pezzo di cuore a qualcuno che non ce lo restituisce, ma credo che anche questo, forse, possa esserci utile. Solo una cosa posso aggiungere adesso: quando ti capiterà di sentirti così, sfrutta quell’occasione per guardarti dentro, per capire chi sei o semplicemente per ascoltare una vecchia canzone che può regalarti un sorriso. Buona vita ‘amico’ mio. Per quel che vale, quando ne avrai bisogno, io ci sarò”.

 

 
06 Febbraio 2008

Male di Vivere

Il male di vivere: ritmi vorticosi, trasmissioni tv, ricerca di lavoro, politica, questo pc, la bolletta della corrente elettrica, il frigo che perde, il telefono che squilla. Un dolore, un crescendo che mette il limite tra me e altro da me.

Snaturare, ecco la parola giusta. Uomo snaturato, vita snaturata.

“Un auto nuova? Cosa me ne faccio di un auto nuova. La mia va benissimo. Cose, cose, cose, cose cose cose cose cosecosecosecosecosecoseeeeeeeee”

Cose. Pezzi di carta. Pezzi di metallo. Chi ce le rende queste giornate perse? Chi ce la rende la nostra vita piegata su una scrivania?
Una laurea, un buon lavoro, un completo Calvin Klein. No grazie.

Voglio solo sentire il profumo della rugiada la mattina. E la rugiada non ha una marca.
Ho voglia di alzarmi la mattina e camminare nei campi, di sorridere vedendo un vitellino appena nato, di stupirmi nel vedere un fiore che ieri non c’era. Ho voglia di tornare stanca ma felice di una giornata piena e leggermi Tolstoj davanti ad un bel fuoco.
Ho voglia di essere ignorante, di sbagliare i congiuntivi e di leccarmi le dita dopo che ho cenato.
Ho voglia di vivere ogni giorno nella sua interezza.

Rimbaud, De Carlo, London, Chris.

Aspetto solo il mio compagno di viaggio e poi sono pronta per partire.
Ma arriverà mai?

“La felicità è tale solo se condivisa”.

Un respirone


Stasera è una di quelle sere in cui perdo un po’ i miei soliti vestiti, è una di quelle sere in cui mi lascio cullare – o forse è meglio dire “scuotere” – da tutto quel non so che che mi impregna l’esistenza.

Stasera vorrei avere delle parole non mie, già messe lì, su carta, già pronte per dire quello che vorrei dire, già sul tavolino scoperte, evidenti nell’intento di svelare l’arcano.

Arcano di cosa poi? Della vita, dell’esistenza, del perché siamo qua, del perché sono qua. O forse del perché tutto finisce. L’amicizia, la vita, l’amore… no, l’amore no.
Per me è più facile accettare che finisca la vita piuttosto che finisca l’amore.
Anche se mi rendo conto che è lui stesso spesso a porre fine alle esistenze.

Amare troppo significa un po’ morire e un po’ uccidere.
Morire perché ci dimentichiamo del resto della nostra vita. Non esiste altro.
Uccidere perché il troppo può diventare ossessione, può togliere il respiro.

Il giusto mezzo. Come si raggiunge l’equilibrio in una sfera in cui assolutamente la razionalità non può entrare? 

Un respirone. Ecco cosa ci vuole.
Un respirone e imporsi di avere fiducia.

Avere fiducia o non avere fiducia non cambia la realtà delle cose.
Un respiro in più a volte si.

 
02 Febbraio 2008

Arthur...

"Un tempo, se ricordo bene, la mia vita era un festino
in cui tutti i cuori si aprivano, tutti i vini scorrevano.
Una sera, ho fatto sedere la Bellezza sulle mie ginocchia.-
E l'ho trovata amara: – E l'ho insultata.
Mi sono armato contro la giustizia.
Sono fuggito. Oh streghe, miseria, odio, a voi, è stato affidato il mio tesoro!"

A. Rimbaud
 
01 Febbraio 2008

Libertà di parola? Libertà di insultare


Molte persone credono che i concetti di “confronto” e “libertà di parola” rimandino alla possibilità di dire tutto quello che passa per la testa senza filtri e senza rispetto.

Offese, insulti, giudizi gratuiti… Queste cose non hanno niente a che vedere con un confronto sano e rispettoso e bloccare questo tipo di comportamento non significa chiudersi nel proprio guscio per non considerare la possibilità di aver sbagliato. Significa solo non dare importanza e non avallare quello che, secondo me, non è altro che una forma di non – comunicazione.

Troppo spesso sento frasi del tipo “la verità scoccia”, “il confronto con me non ti conviene”, “tieni solo quello che va a favore” : frasi ad hoc per chi è consapevole di aver oltrepassato il limite.

Nella vita reale, così come nelle community , ci si dimentica troppo spesso del bene prezioso che è la parola e dell’importanza di avere uno spazio libero dove esprimersi. Si apre bocca e si tira fuori fiato senza pensare che quello che si dice forse sarebbe meglio applicarlo a noi stessi.

Penso a un mio ex compagno di università, uno che sembra sentirsi tanto diverso ma che forse in fondo è uguale a tutti quelli che disprezza.  Penso alle tante persone che leggono queste poche righe e si attaccano ad una frase, rigirandola, distruggendola, storpiandola.

Io non ho le chiavi del mondo in mano, non dico che non l’ho mai fatto e che mai lo farò. Dico solo che bisogna pensare, misurare, capire senza perdere la propria natura. Se poi non ci si riesce beh, allora non ci dobbiamo lamentare delle conseguenze.

Libertà di parola non significa libertà di offendere.

Badoo?!?!? Altro che social network...

Da tempo avevo intenzione di scrivere un post su quei siti tipo Baddo o Bsn che, nascondendosi dietro la seria denominazione di "social network", hanno creato in rete una vera e propria community di quelli che amo definire "mortidifica" e "donnedistrada". Girellando nel web ho trovato questa chicca che riprende in pieno tutto il mio pensiero. La fonte è Nonciclopedia, una presa in giro di Wikipedia che, scherzando scherzando, dice un sacco di verità...

Ecco la chicca:


Badoo


"Badoo oltre ad essere una parola totalmente priva di senso e alquanto fastidiosa, è un sito internet di stampo bolscevico, divenuto l'habitat ideale di spazzacamini, troione da competizione, sottaceti, Pseudomonas Aeruginosa, arrapati cronici, emarginati, colluttori, pedofili, truzzi, emo, bimbominchia, checche, checche bimbominchia, checche emo bimbominchia e quant'altro...La sua popolarità tra i gggiovani aumenta ogni giorno di più e questo avvalora la teoria scientifica secondo cui la vita sulla terra, a partire dai primi batteri, si è evoluta sempre più, mentre ora sta regredendo per tornare allo stato dei batteri, destinati ad estinguersi perché contagiati però dalla piaga Emo.

Il sito, interamente ideato da Tito Maccio Plauto nel 49 d.C. è dedicato alla divulgazione delle più innovative teorie di fisica quantistica, ma molti lo utilizzano per fare sesso distantemente. Pur rassomigliando ad MSN Messenger, specialmente se visto di profilo, Badoo è certamente molto più tamarro, specialmente se visitato da idioti. Il livello medio di una conversazione fra due utenti di Badoo raggiunge picchi di squallore di rara eguagliabilità, paragonabili solo ai testi delle pseudocanzoni di Tiziano Ferro, il quale si sa, è uno degli amministratori del sito (e ciò spiega tante cose). L'essenziale per essere dei veri utenti di Badoo è comunque questo: non avere un cazzo da fare nella vita, oppure essere iscritti a Forza Italia (le due cose spesso coincidono).

Badoo non serve a un cazzo, non incontrerete mai l'anima gemella e né riuscirete a chattare, perché è troppo pieno di scambisti e omosessuali arrapati, quindi le buone fanciulle s'infastidiscono e restano le troie scavezza collo, cioè le madri dei bimbominkia.

Detto ciò potete iscrivervi tanto per mettere in mostra le foto hentai di sailor moon.

Le foto

Strano ma vero, in Badoo si possono inserire delle foto. Per uno strano motivo i 7/8 delle donne inseriscono immagini di grandissime tope e il restante 1/8 inserisce immagini di ancora più grandissime tope. Oltretutto sono immagini di volti noti dello spettacolo affiancati da altri voti noti ma, essendo frequentato quasi interamente da bimbiminkia, nessuno se ne accorge.

Inoltre è da notare che il 99,9% dei minchioni (o uomini, come vorrebbero essere chiamati) su Badoo si fa fotografare con occhiali a specchio, presunto simbolo di virilità in molti paesi del basso napoletano (dove abitano i cosidetti "tamarroni"), ma in realtà chiaro segno di sessualità impedita sia negli ambienti comuni che nei più approfonditi testi per sessuologi. Una delle caratteristiche più interessanti di questo sito per procioni in calore è l'età che pretendono di attribuirsi le topoline in fasce e i commenti dei minchioni/uomini di 46 anni che, ingannati dall'età indicata (questa può oscillare dai 19 ai 216 anni), si abbandonano a commenti che scandalizzerebbero anche Eva Henger e Tonio Cartonio, nonostante le foto della ragazzetta sono una palese dimostrazione di come l'età di questa non superi il numero di dita che compongono la mano di un mozzo.

I commenti

Per fare colpo su Badoo esistono varie tecniche: inserire foto di John Holmes con il batacchio di fuori, inserire foto di Mandingo con il batacchio di fuori oppure lasciare dei commenti sulla pagina delle donne. Dopo uno studio durato la bellezza di 3 minuti si è dimostrato che per motivi che sfuggono all'intelletto umano esiste una ridondanza per la quale, nonostante i mittenti e destinatari cambino, i commenti sono sempre questi:

  • Mamma mia quanto sei bella!
  • Davvero carina!
  • Accipicchia!
  • Ciao
  • Il cioccolato no, lo zucchero nemmeno, non riesco a trovare niente più dolce di te e più imbecille di me. "
 
30 Gennaio 2008

Profilo socio - culturale del clacson


Quali sono gli usi più comuni del clacson?

1-SALUTO:  equivalente a dire “Ciao bello!”. In genere, al fine di far capire lo spirito pacifico dell’atto, si improvvisano delle canzoncine demenziali stile suonerie dei primi Nokia.

2-AMMONIMENTO SOCIALE: equivalente a dire “Così non si fa!”. Di solito è un suono breve, giusto una sfioratina del pulsante per far notare errori a qualche incauto guidatore. A volte è accompagnato da sentimenti di  terrore/paura.

3-INCITAMENTO ALLA PARTENZA: Usato per lo più ai semafori, raramente nei pressi dei dare precedenza. Si caratterizza per essere un suono dalla durata breve o medio-breve identificabile con l’espressione: “Svegliate!!! Te movi o non te movi?”

4-SCHERZO/BURLA: Consiste nel dare una suonatina quando qualcuno con cui abbiamo molta confidenza passa davanti alla vettura di cui siamo alla guida. Può essere tradotto con “Pigliate questa! Ahuahuahahahau”

5-INSULTO: Suono prolungato con vibrazioni negative incorporate. Equivale a dire: “Cornuto che non sei altro! Accidenti a te e alla Coop che t’ha dato la patente!!”.


Aneddoto del giorno:
Un’anziana signora alla guida di un enorme Bmw suona con intenzioni di ammonimento sociale ad un international driver. L’uomo, aretino doc, così controbatte: “Alò! Ti hanno dato un Bmw e hai scoperto il clacson!!!!!!”. La signora è attualmente sotto shock.
 
25 Gennaio 2008

Il non sapere...

La tradizione popolare dice: "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
Eppure certe volte il non sapere può uccidere.....

 
24 Gennaio 2008

Tra i banchi dell'università...


Ok, lo ammetto. Secondo me non tutti dovrebbero andare all’università e questi non tutti sono identificabili nella categoria dei “chiacchieroni”: gente che viene in facoltà solo per fare public relations con i compagni...( O forse “fanno solo amicizia” - ironia a go go.. :)
).
Questi studentelli hanno la passione per la chiacchera no-stop in ogni fase della lezione, senza preoccuparsi che il loro borbottio – che in genere è un parlare con tono medio basso - possa infastidire chi è veramente interessato ad imparare qualcosa.

Allora mi chiedo: perché queste persone si iscrivono ad un corso di laurea?
Le risposte più ovvie secondo me sono:

1- 
“mio padre mi spezza le ossa se non mi laureo” – tipico figlio di papà senza carattere
2- 
“perché che dovevo fare? Lavorare? Manco morto!” – tipico sfaticato comodone
3- “boh” – Risposta della maggioranza, tipici decerebrati 
4- "perchè voglio diventare il più grande cardiochirurgo del mondo!" - tipico megalomane che non ha per niente voglia di affrontare la gavetta e pensa di saper fare già tutto. Spesso è molto poco intelligente.    


Aneddoto della giornata
.

Stamattina ero a lezione di “strategie della comunicazione pubblica”.
La biondina vip dietro di me non faceva altro che borbottare. A metà lezione arrivo ad un punto di non tolleranza, non che l’urp fosse meno importante della sua borsa di Liu Jo, ma credo che di quello – se proprio ci teneva -  avrebbe potuto anche parlarmene davanti ad un caffè al bar.
Mi giro e le chiedo gentilmente: “ Potete fare un po’ più piano per favore?”. La vip si è indispettita tantissimo di fronte a così tanto ardire ed ha iniziato a brontolare.

Credo che la prossima volta le dirò: “Ti stai zitta brutta zoccola?!?!”
  

 
21 Gennaio 2008

POST DI SERVIZIO

CAUSA ABUSO DEGLI SPAZI DEL BLOG I COMMENTI PER I NON LOGGATI SONO FUORI SERVIZIO FINO A DATA DA DECIDERE. SARANNO INOLTRE ELIMINATI I COMMENTI IRRISPETTOSI, VOLGARI, FUORI LUOGO E/O PUBBLICITA' VERSO ALTRI SITI DA ME NON AUTORIZZATA.

 
17 Gennaio 2008

L’uomo di oggi muore stanchissimo e insoddisfatto

Ci insegnano che la società contemporanea è caratterizzata dalla complessità, da un contesto nuovo dove si assiste ad una moltiplicazione di punti di riferimento, di valori, di ideali.
L’uomo si trova così in balia degli eventi ed è costantemente posto davanti all’inevitabile realtà che deve fare una scelta tra milioni di opzioni, sprofondando spesso nel dubbio più atroce.
Da qui il nome “società dell’incertezza”. 

Io invece la chiamerei “società della frustrazione”.
Se ci si pensa bene la moltiplicazione dei modelli di riferimento porta sempre all’individuazione di un modello più quotato che coincide quasi sempre con qualcosa che è visto dalla maggioranza come il più vicino alla perfezione.
Ed ecco la frustrazione: tutti tendiamo a quel modello che però è tendenzialmente inarrivabile e cadiamo nel baratro finendo per accontentarci di quello che è alla portata.
 

Accade per l’università: c’è la corsa per andare alla Bocconi o alla Cattolica o alla Luiss, ma non tutti possono permettersele o non tutti riescono a passare il test.
Accade per l’ideale di bellezza (maschile e femminile).
Accade per il posto lavorativo.
E così via… in tutti gli ambiti della nostra bella modernità. 

Mi hanno detto oggi:
“L’uomo di prima moriva stanco ma felice, l'uomo di oggi muore stanchissimo e insoddisfatto ”.
Vero.
 
15 Gennaio 2008

Università Scandalo: Una storia vera

Vi racconto la storia di questo corso di laurea che, secondo il mio modesto parere, è nato solo per una ripicca personale di un professore rifiutato.

Il primo giorno arriva il docente di informatica ed inizia così: “Non lo so mica che programma devo fare. Boh, vediamo un po’ il libro… va beh magari si fanno i primi 4-5 capitoli”. Ed inizia a parlare dell’architettura di un computer. Ottimo per una laurea specialistica… chi ha mai studiato informatica prima..?! (n.b. ironia a go go)

Poi arriva un altro prof, che esordisce così: “Voi vi chiederete cosa ci stia a fare un professore di medicina in una facoltà come questa. Bene. Me lo chiedo anche io”. Beh, direte, almeno il corso è stato utile? Considerando che più o meno erano gli stessi argomenti di quello di informatica (cose viste e riviste) direi di no.

Ma arriviamo al corso chicca. Il docente era un uomo di alta posizione professionale ed io ero in prima fila pronta ad assorbire come una spugna tutta l’esperienza che poteva passarmi. Bene, a parte che non si è presentato per ben tre volte consecutive senza nemmeno avvisare.. e va beh, è impegnato.. come se il tempo degli studenti non valesse nulla. Comunque, quando si degna di venire ed inizia un corso “regolare”, beh… non ci spiega assolutamente niente della materia in questione rassicurandoci che tanto passa tutti con 30 e lode senza nemmeno leggere i libri. Inizia così un intero modulo incentrato sulle sue riflessioni mentali sulla vita, sulla morte, sul mondo.. il tutto con fulcro ovviamente sé stesso.

Forse sono io di vecchio stampo, ma mi sono scandalizzata. E quando ho chiesto ai miei compagni cosa ne pensassero una mi ha risposto: “Questo corso mi è servito per fare amicizia”… “Ok, ma non ti girano le scatole che non ci sta insegnando niente di quella che poi sarà la nostra professione?”… “ No, in una specialistica per me è meglio così, tanto ci sono i libri”.

Quindi il professore lo può fare chiunque… basta essere in grado di rimediare qualche bel libro e poi venire in classe (quando ci si ricorda) per parlare di quello che le persone che non sono costrette ad ascoltarci – perché non studenti – non sono disposte a sopportare.

Apprezzo il lato umano della cosa, non che non lo riesca a vedere. Ma io vengo da te per sentirmi raccontare cos’è la radio, cos’è il linguaggio radiofonico, per innamorarmi ancora di più del giornalismo, non per sentire – perdonatemi il termine -  le tue “pippe mentali”. Dimenticavo: interazione zero. I suoi erano monologhi di due ore con limitate possibilità di metter bocca.

Se vuoi che io ti ascolti ok, potrebbe anche andarmi. Ma non qui, non in un posto dove io pago mille euro per avere un alto livello di preparazione, per presentarmi alle selezioni di un master, per entrare in una redazione a testa alta.

Quindi scusate se io vi rido in faccia quando mi dite che ne vale la pena “per l’amicizia”. Io gli amici me li faccio anche fuori… e senza regalare mille euro a chi il suo mestiere proprio non lo sa fare.
 

Felice di averla lasciata e di essere tornata a “Casa Cesare Alfieri”.
 
14 Gennaio 2008

Anoressia e Ottusità

Qualche giorno fa ho scritto un post sull'anoressia.
Arriva un tizio, tale Prem, uno che si vanta di avere quasi due lauree.
Lo voglio portare ad esempio per dimostrare come studiare non significhi necessariamente essere intelligenti ma magari che lo stato ha bisogno di soldi e raccatta chiunque pur di far cassa. (Poi ovviamente li passa anche perchè se la gente boccia va a lavorare e non paga più).

Riporto il suo pensiero, penso che si autocommenti.
Do inoltre tutta la mia solidarietà a chi ha disturbi alimentari o conosce persone che combattono con questi demoni.

ecco il commento:

Penso ad una ragazza anoressica.
Il cui unico obiettivo nella vita sia quello di raggiungere ideale di bellezza fatta di autodistruzione e magrezza e mi domando: cosa perderà l'umanità se lei venisse meno?
 
11 Gennaio 2008

Tu che ne pensi?

"Tu che ne pensi?"

Troppo gente sottovaluta l'importanza di questa domanda.
E' un riconoscimento di te in quanto persona, un interessarsi, un condividere.
Ma molti sembrano non capirlo.

C'era una persona che non me lo chiedeva mai.
Da allora lo chiedo sempre.. per lo meno alle persone a cui tengo veramente.
 
08 Gennaio 2008

Solo una frase sale dalla gola..

La pagina dei post non mi si voleva aprire, come se quasi quasi volesse dirmi "Non farlo! non scrivere quello che pensi".
E invece lo faccio, butto via questa maschera di perbenismo che circola nei blog e torno ad essere cinica nel guardare il mondo. E nel guardare me.
Lacrime di coccodrillo si dice. Pare che il coccodrillo mangi sassi e poi pianga per averlo fatto.
Non fa ridere. Basta pensare a quante ragazze ogni giorno lo fanno e a quante vorrebbero farlo.
Il coccodrillo mangia i sassi, le ragazze svuotano un frigorifero.
Il coccodrillo piange, le ragazze si mettono le dite in gola.
E concedetemi di dire che mi rompe infinitamente il cazzo (Cazzo, ho scritto cazzo!) ammettere che riesco a capire.
Riesco a capire perchè conosco quella sensazione di merda per cui non sei mai apposto, per cui non vai mai bene, per cui c'è sempre qualcuno che all'apparenza sta meglio di te (ma che il bagno lo usa anche lui).
Conosco quella rabbia quando ti senti dire: "Accettati come sei" o "Non farlo per lui", quando l'unica frase ti sale dalla gola è: "vaffanculo! che ne sai tu? che ne sai della mia vita? che ne sai di lui? che ne sai di me!"
Perchè poi questa mania di pensare che si fa per forza per qualcun'altro?
Non è vero. Si fa sempre per noi stesse.
E non si fa nemmeno per colpa di una frase di qualcuno.
Si fa solo per un disagio interiore forte.
Si fa perchè si sta male dentro.

So che si prova.
Ma so che si prova anche a stare dall'altra parte.
A sentire dalla tua stanza che qualcuno si sta facendo del male.
Vedere che diventa scheletrica, percepire che il ciclo le è sparito.
Vederla appassire.

E solo una frase sale dalla gola: "Vaffanculo"

 
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